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Sudafrica

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Il Sudafrica e in un certo modo l’intero continente aspettano con ansia i Mondiali del 2010. Questo continente piegato da tantissimi problemi, da povertà, corruzione, malattie e in generale abbandono e disordini, potrà per un mese mettere da parte le sue disgrazie e, se il torneo va bene, finire sulle prime pagine per le ragioni giuste. Non immediatamente e non in tutta l’Africa, ma i semi piantati dal momento in cui la FIFA ha deciso di portare le finali dei Mondiali in Africa cominceranno a sbocciare.

I preparativi e l’organizzazione per questi Mondiali non sono stati semplici come in altre occasioni, specie se comparati con gli ultimi due maggiori eventi sportivi: le Olimpiadi del 2008 a Pechino e i Mondiali del 2006 in Germania. Problemi di soldi (lo Stadio Soccer City, “Città del calcio”, è costato 130 millioni in più della stima iniziale), ritardi in quasi tutti i cantieri per via di scioperi dei lavoratori, proteste contro le condizioni di lavoro, e persino il tragico caso di un ufficiale municipale assassinato per aver denunciato un giro di corruzione riguardante la costruzione del bellissimo stadio di Nelspruit.


Gli ufficiali della FIFA hanno visitato più volte i luoghi dove si terranno i Mondiali per tenere d’occhio i progressi, e a lungo si è chiacchierato di una possibile ricollocazione geografica del torneo, sempre fortemente smentita dalla FIFA e dal comitato organizzativo. Ci sono stati pochi miglioramenti durante gli ultimi mesi di preparazione e nuovi reclami da parte degli ufficiali per il turismo, insorti contro l’aumento spasmodico dei prezzi: il costo di alberghi, ristoranti, biglietti aerei è triplicato, se non quadruplicato, visto che tutti vogliono provare a salire sul carro del vincitore e prendere parte alla festa a spese dei tifosi (sempre che ci siano tifosi disposti ad andare in Sudafrica, dove il livello di criminalità in certe zone non le rende certo un posto da turisti). E soprattutto è stato davvero strano quando il governo ha cominciato a offrire agli acquirenti i biglietti degli incontri al prezzo ridicolo di meno di 30 dollari.


Una cosa di cui possiamo star certi è che la gente sudafricana aprirà il proprio cuore e le proprie case con un caldo sorriso, accogliendo i tifosi, le squadre e le migliaia di turisti che arriveranno con amore e orgoglio. Nonostante il pericolo e la preparazione lenta, la missione è stata portata a termine; le città, gli aeroporti e le infrastrutture sono state migliorate, e nel frattempo si è recuperato un senso di comunità che si era drammaticamente perso. Il risultato è un paese capace di fare da palcoscenico ad uno dei più grandi eventi sportivi a livello mondiale, grazie a 10 magnifici stadi e con tutti i servizi necessari ad ospitare 32 nazionali di calcio.


Il resto sta a noi – a noi amanti del calcio, a noi mondo. Sta a noi venire in Sudafrica e aprire la mente, gli occhi e il cuore, abbracciare completamente l’esperienza mitica, mistica e maestosa che questo Paese può offrirci e godere di quello che sarà senza dubbio un evento da ricordare.